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Bonus 600 euro Partite Iva | Come inoltrare la richiesta all’Inps

  • 30 Luglio 2020
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Categoria normalmente bistrattata dai salvagenti istituzionali, il popolo delle partite Iva ha accesso al bonus da 600 euro previsto nel decreto Cura Italia. Sarà l’Inps a erogare l’assegno.

Edit del 28 marzo: Aggiornata sul sito dell’Inps la data di attivazione al primo Aprile 2020.
Edit del 30 marzo: Estesa platea aventi diritto grazie al Fondo per il reddito di ultima istanza, istituto dal Mef.
Edit del 1 aprile: Come immaginabile, il sito dell’Inps sta subendo forti rallentamenti. Il presidente Tridico: “Non c’è fretta […] il governo sta varando un nuovo provvedimento per rifinanziare le attuali misure” 

Alle notizie contrastanti diffuse in un primo tempo, sono seguite ulteriori chiarimenti che puntano ad ampliare la platea degli aventi diritto e rassicurare sulla possibilità di estendere il sostegno statale anche in un secondo momento.

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Inizialmente, infatti, il bonus era stato preventivato come una tantum.

Oggi, anche se mancano le indicazioni in decreto, sembra che il bonus, esentasse e che non concorre alla formazione del reddito, verrà prolungato anche oltre il mese di marzo.

Per accedere e ottenere l’importo di 600 € stanziato come sostegno ai lavoratori autonomi, Inps ha attivato una pratica semplificata in contrasto con la precedente proposta di istituire un click day. L’ipotesi secondo cui l’erogazione del bonus si sarebbe conclusa all’esaurirsi dei fondi disponibili si è rivelata inconsistente e sono stati stanziati fondi a sufficienza per tutti i lavoratori autonomi che rientrano in cinque speciali categorie.

L’Istituto dovrà gestire 10 miliardi di euro per circa 11 milioni di utenti. Questi numeri includono gli strumenti di sostegno al reddito, come la CIG.

Si considera che la portata della manovra per contenere l’effetto della stretta forzata sull’economia per colpa della crisi economica legata alla Covid-19 sia superiore a quanto erogato in passato con il Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Cresce infatti la platea di utenti coinvolti, per la prima volta le partite Iva, e di conseguenza l’ammontare del denaro stanziato.

Anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze attiva una misura speciale per includere i professionisti non interessati dall’intervento Inps. L’indennizzo di 600 euro viene quindi esteso a un’ulteriore platea di 500.000 persone non incluse nel precedente intervento.
L’intervento interessa anche i collaboratori sportivi per i quali è stato stanziato un fondo di 50 milioni di euro per 83 mila persone circa.

A chi spetta il bonus Inps da 600 € previsto nel decreto Cura Italia

Lo scorso 17 marzo è stato emanato il decreto che prevede una serie di interventi speciali volti a sostenere l’economia nazionale in questo grave momento di lockdown. La decisione di interrompere forzatamente tutte le attività produttive non considerate vitali e di importanza strategica, ha una forte ripercussione sull’economia reale.

Il Governo ha stanziato in totale 25 miliardi da distribuire in diversi settori dell’economia per limitare l’effetto domino che produce l’interruzione totale dell’intero tessuto produttivo nazionale.

Il decreto si muove su molteplici fronti: dalle disposizioni inerenti l’accesso alla Cassa Integrazione Guadagni, il sostegno alle famiglie e l’intervento sostanziale per potenziare il tessuto sanitario gravato dalla crisi legata alla diffusione del nuovo Coronavirus.

L’Inps chiarisce chi ha diritto all’indennità COVID-19 così come previsto nel Decreto legge 18 del 17 marzo 2020.

Ecco le categorie coinvolte:

  • Professionisti con partita IVA e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)
  • Lavoratori autonomi iscritti alla Gestione speciale dell’AGO (Assicurazione generale obbligatoria)
  • Lavoratori del turismo e degli stabilimenti termali
  • Lavoratori agricoli operai a tempo determinato
  • Lavoratori dello spettacolo inscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo

Ognuna di queste categorie richiede l’adempimento di requisiti minimi per accedere al bonus di 600 €, intanto, per il solo mese di marzo.

Titolari di partita Iva e Co.co.co.

  • Limite di spesa complessivo: 203,4 milioni di euro per il 2020
  • Chi ricade in questa condizione a partire dal 23 febbraio 2020
  • Iscritti alla Gestione separata
  • Non titolari di pensione né iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie

Lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago

  • Limite di spesa complessivo: 2.160 milioni di euro per l’anno 2020
  • Lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago
  • Non titolari di pensione
  • Non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria
  • Iscritti alla Gestione separata

Lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali

  • Limite di spesa complessivo: 103,8 milioni di euro per l’anno 2020
  • Lavoratori dipendenti stagionali
  • Il rapporto di lavoro cessato tra il primo gennaio 2019 e il 17 marzo 2020
  • Non per volontà del lavoratore
  • Non titolari di pensione
  • Non devono essere lavoratori dipendenti al 17 marzo 2020

Lavoratori del settore agricolo

  • Limite di spesa complessivo: 396 milioni di euro per l’anno 2020
  • Con almeno 50 giornate di lavoro nel 2019
  • Non titolari di pensione

Lavoratori dello spettacolo

  • Limite di spesa complessivo: 48,6 milioni di euro per l’anno 2020
  • Con 30 giorni di contributi versati nel corso del 2019 al Fondo
  • Con un reddito non superiore a 50.000 €
  • Non titolari di pensione
  • Non risultano lavoratori dipendenti al 17 marzo 2020

Come richiedere il bonus

Il primo aprile sarà possibile inoltrare la domanda online sul sito dell’Inps per richiedere il bonus di 600 €.

Non è cumulabile e non è compatibile con chi già percepisce il Reddito di cittadinanza.

Il bonus non costituisce reddito, quindi non si somma ai fini del calcolo delle imposte, risultando così esentasse.

La modalità con cui effettuare la richiesta non è stata ancora resa nota, si immagina che bisognerà poter dimostrare di possedere le condizioni indicate sopra.

Accedere ai servizi dell’Inps

Nel corso degli anni l’Inps ha sviluppato una serie di servizi online, per questo è facile perdersi nei meandri del sito se non si è abbastanza pratici.

Una volta effettuato l’accesso è sufficiente digitare nella barra di ricerca interna la chiave:

  • “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito”

Si verrà reindirizzati alla pagina personale che consente di inoltrare la propria domanda.

Cosa serve per inoltrare la domanda non è stato ancora definito. È plausibile immaginare che serviranno:

  • Numero di partita Iva, per i titolari
  • Codice fiscale
  • Codice Inps personale, come da cassetto previdenziale Inps o dal quadro RR della dichiarazione dei redditi del 2019
  • Numero di IBAN

Anche se il presidente dell’Inps Pasquale Tridico ha assicurato che è prevista una “procedura semplificata con un Pin semplificato”, è ragionevole pensare che il sito subirà un sovraccarico il prossimo primo aprile quando è prevista l’attivazione del servizio.

Come accedere al sito dell’Inps

Già da qualche anno i siti istituzionali hanno sviluppato un rigoroso sistema di password che regola l’accesso ai dati personali. Anche il sito di Inps prevede il rispetto di rigidi protocolli di sicurezza. Per poter accedere al servizio si potrà usare:

  • Identità SPID, concessa da soggetti diversi come Poste.it oppure altri enti privati
  • Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE)
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS)
  • PIN dispositivo rilasciato dall’Inps

Riguardo l’ultimo punto è utile chiarire la differenza tra:

  • PIN ordinario, permette di consultare le informazioni relative al proprio account Inps, ma non per inoltrare domande
  • PIN dispositivo, è il codice di sedici cifre che consente l’inoltro delle domande

L’accesso ai servizi online dell’Inps deve essere consentito a tutti gli aventi diritto. Per questo motivo è stata prevista una procedura semplificata per la richiesta del PIN che in condizioni normali richiede l’invio cartaceo della seconda parte, da otto cifre, al proprio indirizzo.

Per snellire le operazioni, la procedura di richiesta può essere gestita per via telematica e valgono le otto cifre inviate via mail o con un SMS. Bisognerà:

  • Accedere al sito internet www.inps.it,
  • Inserire la chiave di ricerca “Richiesta PIN” per accedere al servizio
  • Contattare il Contact Center
  • Numero verde 803 164, gratuito da rete fissa
  • 06 164164, a pagamento da rete mobile

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Autore Laura Di Maria

Country Manager per Financer Italia, Laura consiglia i modi più adatti per investire il proprio denaro e amministrarlo nella maniera più efficace.

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Ultimo aggiornamento 30 Luglio 2020

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