Crowdfunding, cos’è e come funziona

Ripartire dopo il lock-down non sarà facile. Il crowdfunding rappresenta una maniera veloce di accedere a capitali subito disponibili. Ecco come fare.

Piattaforme di crowdfunding

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  • Piattaforma online di lending crowdfunding per finanziare progetti di riconversione industriale e tecnologica
  • Investimento in prestiti con tasso fisso compreso tra il 7 e il 10% lordo su base annua
  • Niente commissioni sugli interessi maturati dagli investitori che prestano i propri soldi per finanziare il progetto
  • Doppia verifica dei progetti da parte degli esperti della piattaforma e da parte di un ente di rating esterno
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  • Piattaforma online per i prestiti personali tra pari
  • Investimenti per finanziare l’economia reale
  • Rendimenti competitivi rispetto ad altri canali di prestito
  • Registrazione dell’investitore direttamente online
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  • Piattaforma online italiana di equity crowdfunding
  • Investimenti in settori immobiliari selezionati accuratamente da esperti indipendenti
  • Ticket minimo d’ingresso 5.000€ per investitori professionisti e competenti
  • Rendimenti intorno al 10% in un paio di anni e possibilità di uscita flessibile

Il crowdfunding è il processo di raccolta di capitali dal basso. Si può tradurre letteralmente come raccolta fondi da parte delle persone, quelle comuni dunque e non solo da parte di banche o investitori privati.

Non è un fenomeno nuovo, ma rappresenta una grossa rivoluzione nel modo di intendere l’accesso ai capitali e la diversificazione della loro natura.

Da una parte il crowdfunding interessa le imprese o gli imprenditori, e dall’altra i risparmiatori.

  • L’imprenditore può raccogliere i capitali per sviluppare un’idea di business che non ha appeal sugli investitori tradizionali, come business angel, società di venture capital o le più tradizionali banche
  • Il risparmiatore privato può diversificare il rischio mettendo al sicuro i propri soldi investendo su progetti dell’economia reale. Per sua natura, è meno soggetta alle fluttuazioni del mercato

Una categoria a parte è rappresentata dalla raccolta fondi filantropica. Questo tipo di crowdfunding si rivela essenziale per sostenere una causa di valenza sociale, dove chi investe non lo fa per ricevere un utile economico ma perché condivide gli ideali del progetto.

Crowdfunding, di cosa si tratta

C’era una volta Kickstarter, tra le prime entità interamente online a intuire il potenziale della rete come centro aggregativo. Attivi dal 2009, sono stati capaci di mettere in comunicazione gli sviluppatori di nuove idee con le persone per sostenere progetti che altrimenti non avrebbero visto la luce.

Non solo idee di business, grazie alla partecipazione collettiva hanno visto la luce progetti indipendenti e creativi. Dalla realizzazione di nuovi prodotti di consumo fino alla produzione di film, musica, spettacoli, non c’è settore dello scibile che non sia stato trattato dalla folla di investitori su scala globale.

I numeri del Crowdfunding in Italia

All’inizio i progetti erano caratterizzati da un alto tasso di filantropismo. Buona parte dei finanziamenti non prevedeva un rientro economico, tutt’al più un vantaggio sull’acquisto del prodotto una volta lanciato in produzione.

Oggi il portale che per primo ha insegnato la strada a tutti quelli che sono venuti dopo accusa i colpi legati alla crisi mondiale a causa del lock-down legato alla pandemia di Covid-19. Ha da poco annunciato la possibilità di licenziamenti perché il numero di progetti in entrata è calato. Ma non il numero di finanziatori che sostengono i progetti già presenti.

Questo aspetto la dice lunga sul potenziale ancora in pieno sviluppo delle raccolte fondi dal basso.

Come funziona il crowdfunding

Ora che è chiaro cosa sia il crowdfunding come funziona è più complesso da spiegare. Infatti, nel corso del tempo, in poco più di una decina d’anni, la situazione si è complicata.

Questo sistema di investimento ha rivelato gran parte del suo potenziale per garantire l’accesso ai capitali a imprese di natura diversa, dalle start up alle imprese ad alto tasso di innovazione. Cioè tutte quelle realtà di cui la società ha bisogno per evolvere ma sulle quali gli istituti tradizionali di credito sono restii a investire.

Basta dire che solo adesso l’UE si appresta a regolamentare il settore con una normativa unica di riferimento per tutti i paesi.

Crowdfunding in Italia, il regolamento

Va detto che l’Italia è stata la prima nazione in Europa a regolamentare questo tipo di strumento di finanziamento per le imprese e ha fatto da apripista anche per le altre nazioni.

Nel 2012, il cosiddetto “Decreto crescita bis” definisce i termini di validità dell’equity crowdfunding. L’Italia è il primo paese in Europa a legittimare le entrate ricevute da parte dello sconfinato bacino degli utenti di internet.

Col decreto 179/2012 si regolamenta l’accesso ai fondi da parte delle start-up innovative, una categoria specifica di piccola e media impresa che può contare sul sostegno di capitali raccolti grazie al passaparola.

La normativa regolamenta l’accesso ai fondi per il solo equity crowdfunding. Cioè alla possibilità di acquisire una piccola parte dell’azienda, proporzionale al capitale investito.

Seppure in minima percentuale, questo genere di finanziamento può cambiare l’assetto della governance dell’impresa. Per questo motivo entra in gioco Consob, l’organismo di controllo che regola la Borsa e le attività legate alla tutela degli investitori.

Le tutele della Consob verso i risparmiatori

L’investitore retail, cioè il singolo risparmiatore non professionista ha diritto ad alcune tutele. Per esempio ha a disposizione un margine di tempo per chiedere il recesso dalla partecipazione e ottenere il denaro indietro:

  • Entro 7 giorni dal momento in cui effettua l’investimento, senza alcuna giustificazione né dover sostenere alcuna spesa
  • Entro 7 giorni dal quando il portale dà nuove informazioni riguardo l’investimento, di qualsiasi natura, compreso un errore materiale nelle informazioni date sul portale

L’investitore compila un formulario nel quale si dichiara consapevole di poter perdere la cifra investita in parte o in tutto. Per questo è importante investire denaro nella misura in cui tale perdita non rappresenti un rischio per la propria integrità.

Lo sapevi?

Prima di sottoscrivere l’investimento, il singolo che opera attraverso il portale su internet deve dimostrare di essere consapevole del rischio cui si espone.

Il lending crowdfunding in Italia

Entra in vigore dal primo gennaio 2017 la Delibera n.584/2016 della Banca d’Italia Disposizioni per la raccolta del risparmio dei soggetti diversi dalle banche. Questa delibera getta le basi per la regolamentazione dell’altra faccia della raccolta fondi tra privati, il lending crowdfunding.

Con questa speciale formula ci si riferisce alle attività di raccolta di fondi in forma di prestito all’impresa. Quindi in questo caso, chi investe non partecipa come azionista ma come prestatore e per questo riceve indietro il capitale più la quota di interessi stabilita all’inizio dell’investimento.

Questa delibera regolamenta anche il settore del peer to peer lending, cioè le attività di prestito tra privati nelle quali non interviene la banca per l’erogazione del prestito.

Crowdfunding immobiliare

Diversa la situazione per quanto riguarda le raccolte di fondi con il crowdfunding immobiliare. Qui gli investitori privati partecipano alla raccolta di fondi per finanziare la costruzione di edifici e dare nuova linfa a un settore di base piuttosto stagnante.

In questo caso il crowdfunding può essere sia lending che equity e sarà la stessa piattaforma a stabilire la modalità di partecipazione informando l’investitore.

In Italia sono attive già da parecchio tempo diverse piattaforme che operano in questo settore. Buona parte si concentra su progetti di riqualificazione urbana, efficientamento dei consumi e sostenibilità ambientale degli edifici. Quello della riduzione dei consumi rappresenta spesso il valore aggiunto nella selezione dei progetti da proporre agli investitori.

Autore Laura Di Maria

Country Manager per Financer Italia, Laura consiglia i modi più adatti per investire il proprio denaro e amministrarlo nella maniera più efficace.

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Ultimo aggiornamento 20 Ottobre 2020