Incentivi all’uso delle carte di credito, ecco di cosa si tratta

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Secondo i dati del Ministero dell’economia e delle finanze, ammonta a quota 84% il totale degli scambi di denaro contante nel nostro paese.

Si tratta di un aspetto sotto il mirino del legislatore da tanto tempo.

In questa grossa fetta di denaro liquido scambiato ogni giorno si nasconde anche buona parte dell’evasione fiscale. Aspetto che in Italia rappresenta una falla grave.

Ancora secondo le stime del Mef i numeri dell’evasione sono da capogiro: 107 miliardi di euro che corrispondono a quattro manovre finanziarie.

La strategia del governo prevede di:

L’obiettivo è migliorare la tracciabilità dei movimenti di denaro e semplificare l’identificazione degli episodi di evasione.

Giro di vite sull’evasione, il nuovo algoritmo dell’Agenzia delle Entrate

Database - Financer.comIl Risparmiometro è il nuovo strumento a disposizione del Fisco per effettuare accertamenti sulle operazioni sospette rilevate sui conti correnti.

Grazie a questo strumento si possono fare accertamenti a campione molto approfonditi ed efficaci.

Si tratta di un algoritmo a disposizione di Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza per rilevare eventuali discrepanze nella gestione del reddito personale.

È un progetto tutt’altro che recente: ha visto la luce nel 2011 con il governo Monti.

Da allora è stato oggetto di verifiche e di approfondimenti vista anche la particolare delicatezza dela materia.

L’anno scorso sono state censite a campione 156 società, scelte tra quelle ritenute a maggiore rischio di evasione. Da quest’anno invece, il Risparmiometro si userà sui conti correnti. L’obiettivo è verificare che ci sia attinenza tra l’ammontare delle entrate e l’entità del risparmio veramente presente.

Quindi lo strumento si serve dell’intelligenza artificiale per controllare direttamente i conti dei singoli cittadini.

Lo scopo è frenare l’emorragia di evasione fiscale: il nero in Italia ha un valore stimato di 107 miliardi di euro.

Una cifra imponente che rappresenta un grave ammanco per tutta la società e i servizi cui si potrebbe avere accesso.

Strumenti di incentivo per l’uso delle carte nei pagamenti

iconfinder_creditcard Financer.comL’incentivo all’uso delle carte di debito serve a migliorare il controllo dell’attività economica delle singole attività commerciali.

È una procedura ancora allo studio del Governo che opera congiuntamente anche con altri attori del panorama economico italiano.

Al vaglio c’è anche la proposta di Confesercenti che propone di introdurre un credito d’imposta del 2% sugli acquisti per chi usa carte di credito, bancomat o app per effettuare i pagamenti.

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Quindi i cittadini vedrebbero diminuire l’ammontare delle tasse da pagare allo Stato grazie all’uso delle carte che garantiscono la massima tracciabilità del denaro.

Ma è possibile che il legislatore proponga uno strumento ancora più efficace e subito individuabile agendo sull’Iva:

  • La percentuale da pagare potrebbe diminuire di 2 punti se il pagamento viene effettuato con carta
  • Mentre il pagamento in contanti potrebbe costare un punto percentuale in più sull’iva

L’incentivo all’uso delle carte passa quindi dall’azione sull’Iva. Infatti, pare del tutto accantonata la proposta iniziale di riservare l’aumento paventato all’inizio dell’estate 2019 solo ad alcune specifiche categorie di prodotti o servizi.

Un carico maggiore o minore dell’imposta sul valore aggiunto potrebbe valere da incentivo o penalizzazione in favore dell’uso del denaro elettronico.

Tutti gli incentivi all’uso del POS

iconfinder_pagamenti POS Financer.comTra gli strumenti a disposizione del Fisco per accertare eventuali evasioni non c’è solo l’uso dell’algoritmo che è stato varato da poco, oppure della Superanagrafe dei conti correnti.

Questi metodi sono percepiti dal contribuente come fortemente invasivi e sono sulla lama del rasoio per quanto riguarda la tutela della privacy.

Non è un caso che il Garante sia già intervenuto in passato. In alcuni casi ha limitato l’azione di controllo e verifica effettuata dall’Agenzia delle Entrate sul risparmio e gestione del reddito privato.

L’incentivo all’uso del denaro elettronico, per definizione tracciato e di cui è facile seguire il flusso, passa anche dall’introduzione di strumenti facilitatori.

Gli esercizi commerciali sono tenuti a dotarsi di POS già dal 2016. Non sempre l’obbligo è stato ottemperato, complice anche la mancanza di una sanzione per il mancato adempimento.

D’altra parte, anche quando presenti, i POS non sempre vengono usati per via del costo delle commissioni. Per questo si sta cercando di stabilire:

  • La soglia minima di 5 € in cui le operazioni siano gratuite per l’esercente
  • Commissioni minime dovrebbero essere applicate ai piccoli pagamenti sotto i 25 €

Al vaglio la possibilità di una carta unica

Tra le proposte vagliate c’è anche l’eventualità di concentrare in un’unica carta tutte le funzioni principali.

Infatti, la carta unica dovrebbe racchiudere le funzioni di:

  • Carta d’identità
  • Tessera sanitaria
  • Carta per i pagamenti legata al conto corrente

Questa proposta si allinea con la volontà di effettuare i pagamenti verso l’erario attraverso il denaro elettronico.

In questo modo tutti i versamenti verso la Pubblica Amministrazione sarebbero regolamentati attraverso l’unica carta di identificazione dell’identità digitale legata anche al conto corrente.

Il contante rimane lo strumento prediletto

iconfinder_portafogli Financer.comGli ostacoli contro i quali si scontra il legislatore sono sempre gli stessi:

  1. Una radicata abitudine all’uso del contante, in certe regioni 9 pagamenti su 10 sono liquidi
  2. L’età media della popolazione mediamente alta, il 25% degli italiani ha più di 65 anni
  3. La particolare natura di risparmiatori degli italiani

Quest’ultimo punto ha a che vedere con il nostro particolare approccio al denaro e alle entità che lo gestiscono. Il popolo italiano rimane fedele alla definizione di risparmiatore.

Il conto corrente rimane la destinazione preferita dalla maggior parte dei singoli individui per mettere al sicuro i risparmi.

In questo scenario risulta parecchio difficile per il legislatore trovare il modo di accedere alle informazioni utili per prevenire l’evasione fiscale.

Soprattutto perché si deve fare senza toccare i tasti dolenti del diritto alla tutela della privacy.

Non è un caso che gran parte delle iniziative promosse per migliorare la capillarità dei controlli sul denaro posseduto e scambiato siano sempre state edulcorate in fase di attuazione.

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