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L’ascesa dei prestiti P2P: la nuova frontiera dei finanziamenti

L’emergere del settore ”fintech” ha favorito l’introduzione di nuovi strumenti per la circolazione del denaro, tra cui il prestito peer-to-peer (P2P).

Si tratta di una modalità di finanziamento che è cresciuta in popolarità in tutto il mondo per la sua capacità di colmare il vuoto lasciato dai tradizionali istituti di credito.

Prestito P2P

prestito p2pCon le definizioni prestiti di mercato alternativi o prestiti P2P ci si riferisce a una forma di finanziamento profondamente diversa dal tradizionale prestito di denaro tramite circuiti bancari.

Lo schema tipico del prestito prevede la presenza di un soggetto finanziatore (la banca o altri istituti finanziari) che eroga somme di denaro dietro richiesta a privati ​​o piccole e medie imprese (PMI).

Al contrario, sulle piattaforme P2P una sorta di marketplace mette in comunicazione domanda e offerta: i creditori ricevono rendimenti più elevati rispetto a quelli offerti da un conto di deposito o investimenti simili, mentre i mutuatari beneficiano di tassi di interesse più bassi rispetto a quelli proposti da un istituto finanziario tradizionale.

Secondo un rapporto ResearchandMarkets, il mercato mondiale dei prestiti P2P nel 2015 valeva 26 miliardi di dollari e si prevede che raggiungerà 460 miliardi di dollari entro il 2022, con un CAGR (tasso di crescita annuale composto) in crescita del 51,5% dal 2016 al 2022.

 

Collaborazioni tra istituti finanziari e fintech

fintech collaborazioniIl Capgemini World Fintech Report 2018, pubblicato all’inizio di quest’anno, sottolinea l’importanza della collaborazione tra fintech e società di servizi finanziari tradizionali e rileva come questa tendenza si stia confermando in crescita in tutti i segmenti del fintech, incluso il prestito P2P.

La piattaforma di prestito P2P Kabbage, basata negli Stati Uniti, ha ad esempio collaborato con alcuni istituti come Scotiabank (per ottimizzare i prestiti online), MasterCard (per fornire prestiti commerciali tramite la rete di utenti MasterCard), ING (per fornire capitali alle piccole imprese), e Santander (per offrire prestiti alle PMI).

Un altro esempio è il Lending Club, che ha collaborato con Google per fornire finanziamenti a interessi ridotti a partner Google idonei.

La partnership sfrutta la capacità del Lending Club di fornire un accesso al credito economicamente conveniente e altamente automatizzato, consentendo a Google di acquistare i prestiti, investendo così il proprio capitale nella propria rete di partner per favorire la crescita del business.

Lending Club ha inoltre collaborato con Alliance Partners per offrire prestiti personali ai clienti attraverso la sua piattaforma web.

Con oltre 200 community banks a bordo, i clienti hanno avuto accesso agli strumenti della piattaforma Lending Club, abbinati al basso costo del capitale delle banche per contribuire a ridurre il costo del credito.

Il World Fintech Report 2018 sostiene che, a lungo termine, la collaborazione sarà essenziale per il successo sia delle fintech startup che per le società finanziarie tradizionali.

Grazie alla collaborazione con le tradizionali società di servizi finanziari, le piattaforme P2P online possono raggiungere con le proprie offerte una clientela più ampia, mentre le istituzioni finanziarie ottengono l’accesso a soluzioni più efficienti che meglio si adattano alle mutevoli aspettative dei consumatori.

Sfide normative: il caso della Cina

regole p2pLa tecnologia sta influenzando e cambiando il panorama finanziario e mentre il prestito P2P viene spesso elogiato perché apparentemente in grado di colmare le lacune nei sistemi di credito classici, la pratica sta ora affrontando crescenti critiche, in particolare in Cina.

La Cina è il mercato più grande del mondo per i prestiti P2P, valutato in oltre 190 miliardi di dollari, ma negli ultimi mesi un’ondata di insolvenze ha investito il settore, causando una corsa al ritiro dei fondi e il fallimento di alcune piattaforme.

Molte di esse sono semplicemente scomparse nel nulla, mentre custodivano ancora milioni di yuan depositati dagli investitori. Diverse piattaforme sono state trovate colpevoli di truffe vere e proprie.

La rapida ascesa e caduta dell’industria dei prestiti P2P in Cina dimostra quanto sia difficile a livello normativo seguire e adattarsi alla velocità degli sviluppi per difendere adeguatamente gli investitori.

Molti di coloro che hanno perso denaro credono che le autorità regolatrici avrebbero potuto fare di più per proteggere gli investitori, stabilendo criteri più severi per la concessione delle autorizzazioni a operare online come gestori finanziari.

Nell’Agosto 2018, i regolatori finanziari cinesi hanno annunciato il varo di nuove misure per affrontare i rischi insiti nel settore.

Dall’altra parte del mondo, nel Regno Unito, la prevista offerta pubblica iniziale (IPO) di Funding Circle alla Borsa di Londra è stata accolta con ottimismo – in quanto consentirà al settore di ottenere un riconoscimento anche tra le sfere più importanti della finanza – e critiche – a causa della sua precocità e dei rischi spesso non completamente chiariti.

Nel 2014 la Financial Conduct Authority britannica ha assunto la responsabilità della supervisione della piattaforma di crowdfunding basata sui prestiti, limitando la capacità degli investitori ordinari di investire oltre il 10% delle proprie attività nette in campagne di crowdfunding.

Oggi, l’ente di regolamentazione finanziaria è preoccupato che gli investitori possano finire con l’assumersi più rischi di quanto riescano a percepire e ha recentemente suggerito di stabilire alcune modifiche volte a limitare l’incidenza di tali pericoli.

Il P2P lending in Italia: sviluppi

bandiera italiaAnche nel nostro Paese, il prestito tra privati gestito tramite piattaforme online è in continua crescita: nel solo terzo trimestre del 2018, i fondi erogati hanno superato quota 180 milioni di euro, con un aumento in doppia cifra rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Le aspettative future sono tante: la piccola e media impresa italiana ha necessità di finanziamento importanti, nell’ordine di 50 miliardi di euro secondo le stime di Kpmg.

L’obiettivo degli analisti per il 2018 per il mercato P2P lending in Italia era quello di raggiungere un erogato complessivo di un miliardo di euro, cifra quasi raggiunta con tre mesi di anticipo.

Il trend italiano è supportato da dati simili provenienti da tutta Europa; non è perciò azzardato affermare che il P2P lending inciderà sempre più nei prossimi anni sul nostro tessuto economico.

 

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