Guida alla Pensione Complementare

L’accesso alla pensione rappresenta in Italia uno tra i punti più dolenti del sistema lavorativo. Gran parte dell’incertezza è dovuta al passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo.
Col primo metodo l’importo annuo della pensione viene calcolato in base alle ultime buste paga ricevute.
Invece oggi per stabilire l’importo della pensione valgono solo gli anni di contributi versati.

Precarietà, formule contrattuali che non garantiscono l’accumulo pensionistico e una grave crisi occupazionale.
Ecco gli elementi che spingono sempre più persone a cercare una via alternativa per la propria stabilità economica.

Pensione complementare – Cosa sapere

È possibile ricorrere alle pensioni complementari e scegliere in base alle reali esigenze e possibilità contributive. Una pensione complementare rappresenta un deposito di denaro cui poter accedere alla fine del proprio percorso lavorativo.
Oppure, in caso di necessità o d’interruzione anticipata del lavoro, può essere a volte un’àncora di salvezza.
Oltre al sistema previdenziale pubblico è possibile contare su sistemi paralleli di accumulo. Questi si accumulano alla quota che va all’Inps dallo stipendio per i dipendenti o dalle entrate per gli autonomi.

Perché conviene la pensione complementare

La differenza tra i sistemi di accumulo dipende esclusivamente dal tipo di soggetti che può accedervi e depositare il proprio denaro.
È il caso della:

  • Previdenza complementare, fondi pensione chiusi solo per alcune categorie
  • Pensione integrativa
  • Fondi aperti
  • Piani Individuali Pensionistici (PIP)

È importante pensare per tempo a un sistema integrativo. Spesso si verifica un gap tra il reddito percepito lavorando e l’assegno pensionistico vero e proprio.
Il tenore di vita può quindi subire un calo drastico e costituire motivo di disagio specie nel periodo in cui si vuole godere il meritato riposo.
Un fondo pensione integrativo è anche la strategia che consente l’uscita anticipata. In questo modo si può smettere di lavorare prima che sia effettivamente tempo di andare in pensione e percepire il contributo statale.
Si tratta della cosiddetta Grey Zone.

Grey Zone

La Grey Zone è una zona grigia tra il momento in cui si può (o si deve) interrompere l’attività lavorativa ma ancora non è possibile percepire l’assegno della pensione Inps maturato negli anni di lavoro.
Confronta le soluzioni possibili

Quali strumenti per avere la previdenza complementare

Il fondo pensione rappresenta la possibilità di accantonare capitale per un determinato numero di anni. Poi è possibile riscattare al momento di ritirarsi dal lavoro.
Esistono diverse soluzioni capaci di rispondere alle esigenze individuali:

  • Piani d’accumulo, PAC
  • Piani individuali pensionistici, PIC
  • Fondi aperti o chiusi

Spesso quello che cambia è il soggetto che gestisce il capitale. Da questo dipende la maniera in cui cresce man mano che si accumulano i versamenti e maturano gli interessi.
Inoltre cambia la possibilità di riscattare:

  • Tutto o in parte l’importo versato
  • Prima o solo alla fine del periodo lavorativo

In alcuni casi è possibile contare su un interessante piano di detrazioni fiscali se si sottoscrive il fondo per la pensione integrativa.
È importante conoscere attentamente le distinte caratteristiche e le possibilità che offre ciascun metodo di accantonamento.
Fa piacere sapere anche che nel corso degli anni sono diminuiti i prodotti tra i quali potere scegliere.

Meno soluzioni finanziarie per l’accumulo significa anche maggiore chiarezza e trasparenza per l’utente finale.

Diminuiscono le variabili da considerare per trovare la soluzione ottimale per il proprio futuro. Così sarà più semplice contare su un discreto tesoretto alla fine dell’epoca lavorativa.
Ognuno dei prodotti finanziari che sono proposti dai soggetti a singoli o imprese, sono monitorati dall’ente governativo COVIP.

Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione

La Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, COVIP, è l’ente di tutela che determina le regole sui fondi pensione. Determina i criteri che gli operatori attivi devono rispettare per tutelare gli utenti finali che vi depositano i propri risparmi.
Soluzioni su misura

I fondi pensione aperti

I fondi pensione rappresentano la soluzione usata sempre più spesso da singoli e imprese per assicurarsi una contribuzione integrativa ai fini pensionistici.
Hanno conosciuto un periodo di maggiore notorietà all’indomani della riforma sulla gestione del TFR, il Trattamento di fine rapporto.
Infatti vengono utilizzati dalle imprese per destinare il capitale accumulato di anno in anno come liquidazione.
Di solito questo rappresenta lo strumento d’eccellenza per tutte le imprese con lavoratori dipendenti. Servono per creare dei fondi comuni collettivi che ciascuno poi è libero di riscattare in base alla propria contribuzione.

Sono gestiti da diversi soggetti, in particolare un Fondo aperto può essere istituito da:

  • Banche
  • Assicurazioni
  • Società di gestione del risparmio (SGR)
  • Società di intermediazione mobiliare (SIM)

Il patrimonio è gestito in maniera autonoma e separata rispetto all’attività della società che gestisce il fondo.

In sostanza, non c’è rischio che il capitale accantonato possa essere compromesso in caso di fallimento o chiusura del fondo, una garanzia molto importante per il singolo risparmiatore.

Ai fondi aperti possono aderire tutti e non solo i dipendenti delle imprese che aderiscono alla gestione del TFR. Questo tipo di prodotto finanziario si caratterizza per la possibilità di essere sottoscritto da chiunque:

  • Impiegati
  • Autonomi
  • Disoccupati
  • Inoccupati

Ogni entità che istituisce il proprio fondo deve rendere accessibili le informazioni chiave per l’aderente:

  • Caratteristiche della formula pensionistica
  • Linee di investimento scelte
  • Resa prevista al maturare degli interessi

I costi rappresentano una variabile molto importante quando si vuole istituire un fondo pensione. A volte azzerano gli interessi che matura il capitale accantonato.
I fondi aperti danno diritto a vantaggi fiscali. Infatti è possibile detrarre gli importi destinati ogni anno al fondo pensione per un importo massimo 5.164,57 € sulla quota da versare all’Inps annualmente.

Fondi pensione chiusi

I fondi pensione chiusi o fondi pensione negoziali funzionano allo stesso modo di quelli aperti ma sono istituiti solo per alcune categorie di lavoratori.

Spesso validi per le categorie, possono avere accesso a soluzioni agevolate per la gestione del capitale. Quindi dipendono dalle condizioni pattuite a seconda dello specifico fondo:

  • TFR
  • Quote d’accantonamento
  • Diritto di riscatto
  • Accesso alle quote versate
  • Interessi maturati

Un esempio sono i fondi per i metalmeccanici, o quelli istituiti per i cittadini residenti in una determinata area geografica, come il fondo istituito per i cittadini della provincia di Trento.

Piani Individuali Pensionistici PIP

Sono prodotti esclusivi delle imprese assicurative, quindi solo questi sono i canali per attivarli. Sono riconosciuti dal COVIP ai fini dell’accumulo della pensione integrativa.
Sono spesso accomunati ai fondi aperti per via della possibilità di essere accesi da chiunque indipendentemente dalla condizione lavorativa.

I fondi delle imprese assicurative sono sottoposti a doppio controllo a maggiore tutela dell’utente finale:

  • COVIP
  • Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS)

In questo caso non è possibile effettuare l’adesione a livello collettivo, come nel caso dei fondi aperti che permette l’adesione in un unico fondo di tutti i dipendenti di una stessa impresa.

Si distinguono in base al metodo utilizzato per la loro realizzazione. Variano il tasso di rendimento, il livello del rischio associato al capitale e i costi complessivi.

Contratti di assicurazione sulla vita di ramo I

Gestione del capitale interna separata

Contratti di assicurazione sulla vita di ramo III

Gestione del capitale collegata al valore delle quote di uno o più fondi interni di pertinenza dell’impresa di assicurazione.

Oppure subordinate al valore delle quote degli organismi di investimento collettivo del risparmio (OIRC).

Piano d’Accumulo di Capitale PAC

Il Piano d’accumulo di capitale (PAC) è una formula alternativa di gestione del risparmio non legata direttamente al valore finale della pensione. Rappresenta una delle scelte più apprezzate per la gestione dei risparmi personali.

Si tratta di una soluzione di investimento legata a dei fondi che raccolgono versamenti periodici.

Il vantaggio è legato al fatto che il capitale accantonato matura degli interessi di solito superiori rispetto a quelli maturati col deposito in banca.

Gli interessi sono di solito superiori ai costi gestionali del fondo stesso e in base al tasso di rischio, riescono ad ammortizzare l’effetto dell’inflazione sul deposito dei capitali.

Non è tutelata dall’ente governativo COVIP, eppure si trova tra i piani preferiti da tanti.

I fondi di investimento devono essere trasparenti e garantire l’accesso alle informazioni essenziali sulla gestione del risparmio.

La diversificazione dei settori d’investimento e proporre proiezioni sul tasso di rendimento atteso dopo un certo periodo.
Il vantaggio sta nella possibilità di riscattare liberamente il capitale accantonato in qualsiasi momento, rinunciando in alcuni casi al tasso d’interesse atteso a fronte di un riscatto più lontano nel tempo.

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